
Il sindaco del comune in cui risiedeva la 22enne uccisa a Messina proclamerà lutto cittadino nel giorno del funerale. Il ricordo del docente del liceo che aveva frequentato. In riva allo Stretto ancora una marcia in sua memoria. Dopo l’autopsia la restituzione della salma alla famiglia

La tesi di laurea chiesta qualche giorno fa programmando la discussione per il prossimo anno, una vita ancora da costruire circondata dai laboratori scientifici che erano la sua passione e poi la morte, trovata per mano del 26enne Stefano Argentino di cui Sara Campanella non voleva saperne niente rifiutandone da due anni le attenzioni morbose. Il femminicidio della 22enne originaria di Misilmeri ha sconvolto diverse comunità che in questo momento stanno condividendo nel dolore il racconto della vita tranquilla e serena della ragazza brutalmente uccisa a Messina, lunedì pomeriggio, accoltellata alla gola.
Le indagini sono in corso per ricostruire quanto accaduto sul viale Gazzi, nei pressi dello stadio “Giovanni Celeste” anche se le testimonianze e le immagini di videosorveglianza degli esercizi della zona lascerebbero pochi dubbi sugli ultimi istanti di vita di Sara. Ancora da ricostruire, invece, la natura del legame che intercorreva fra i due. A farlo sarà la Procura di Messina e la pm Alice Parialò titolare delle indagini. Secondo quanto spiegato dal procuratore capo Antonino D’Amato è ancora da trovare l’arma con cui Stefano avrebbe ucciso Sara.
Il sindaco di Misilmeri: “Lutto cittadino il giorno dei funerali, poi la fiaccolata a Portella di Mare”
E sebbene sul movente ci siano pochi dubbi, si attende la convalida da parte del gip della custodia cautelare in carcere. Stefano attualmente è in stato di fermo al carcere di Gazzi dove, ieri mattina, si trovavano anche i parenti di Sara che hanno a più riprese sottolineato che fra i due “non c’era mai stata una relazione”. Una famiglia unita, quella di Sara, composta dalla mamma Cettina Zaccaria, maestra alla scuola “Traina” di Porella di Mare per tanto tempo e da quest’anno dell’Ics Guastella Landolina, da papà Alessandro, autotrasportatore, e dal fratello Claudio.
“La famiglia Campanella si è traferita da Villabate a Portella di mare, una frazione di Misilmeri, circa 15 anni fa – racconta il sindaco Rosario Rizzolo – Sono persone garbate e umili. Sara è cresciuta fra Misilmeri e Bagheria dove si è diplomata per poi andare a Messina e proseguire con il percorso universitario lì”. Una ragazza appassionata delle scienze, allegra e benvoluta da tutti, per cui oggi è impensabile accettare un epilogo così tragico.
“La nostra comunità è sconvolta, non avevamo il coraggio di comunicare una notizia così tragica ma allo stesso tempo – ha detto ancora – Per questo il nostro impegno ora sarà rivolto a mostrare vicinanza alla famiglia, ai suoi amici, a chi sta soffrendo cercando di riflettere però sull’accaduto ma confidiamo anche nella giustizia”. Già martedì sera la giunta comunale di Misilmeri si è riunita con i parrocci del comune, con i dirigenti scolastici degli istituti del territorio, con carabinieri, vigili urbani e gli assistenti sociali.
“Oltre a proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali organizzeremo per una fiaccolata che partirà proprio dal quaritere in cui viveva Sara”, ha concluso il sindaco. Intanto bisognerà aspettare che il medico legale, Elvira Ventura Spagnolo, incaricata dalla procura, esegua l’autopsia sul corpo della 22enne che è ancora a disposizione della magistratura e custodito nell’obitorio del Policlinico di Messina dove non si arresta il via vai di studenti che vogliono sentirsi ancora vicini a Sara.
Il ricordo del prof di Sara: “Increduli, ricordo il suo sguardo dolce e i bei sorrisi che ci regalava”
E mentre da Messina è già partita da parte dei giovani la manifestazione per dire no alla violenza di genere, si susseguono sui social i ricordi, i commenti, le testimonianze di chi ha incrociato Sara.

“Sono ancora affranto dal dolore. La perdita improvvisa, violenta di una figlia da parte di un genitore è terribile, straziante, insopportabile. Ma io, nella mia veste ordinaria di docente, di essere umano, pur non essendo un familiare, sono sconvolto. Sara Campanella l’ho vista crescere durante cinque anni, dal 2017 al 2022”, scrive Salvatore Fricano, il suo ex docente del Liceo di Scienze umane del “Francesco Scaduto” di Bagheria.
“Verranno i tempi per capire. Per adesso non capiamo – aggiunge ancora – Io ricordo il suo sguardo dolce, la sua voglia di fare, i bei sorrisi che ci regalava ogni giorno. Tutto questo è scomparso all’improvviso. Cancellato con quei maledetti fendenti, tracciati da una mano demonica, che hanno voluto spegnere una vita nel fiore degli anni. Rimane solo il ricordo, ahimè. Sono vicino alla famiglia”.
L’Università di Messina, dove Sara Campanella frequentava il terzo anno del corso di laurea in Tecniche di Laboratorio biomedico ha organizzato una fiaccolata. L’appuntamento è per giovedì alle 19.30 a dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, L’iniziativa, unitamente a tutte le associazioni studentesche, si svolgerà in collaborazione con il Comune di Messina e coinvolgerà la Comunità accademica ed è aperta a tutti i cittadini che vorranno prenderne parte. Dopo un momento di riflessione nel Cortile, il corteo si muoverà fino a Piazza dell’Unione Europea, sede del Municipio.
Un minuto di silenzio per Sara nelle scuole messinesi: la proposta del dirigente Leon Zingales
Dopo la tragedia è il momento di riflettere sull’accaduto. A stimolare questo a partire dalle scuole è il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Messina, Leon Zingales, che con una nota ha invitato oggi tutte le scuole di Messina a osservare un minuto di silenzio per Sara. “Con profonda tristezza ci uniamo al cordoglio per la tragica scomparsa di Sara Campanella, la cui vita è stata spezzata in modo violento e crudele. La nostra comunità scolastica non può restare indifferente di fronte a un evento così doloroso che dilania la nostra coscienza. In questo contesto, la scuola ha un ruolo cruciale nell’educazione al rispetto e alla parità, contrastando ogni forma di violenza, in particolare quella contro le donne. L’educazione può e deve essere un mezzo per prevenire tali tragedie, insegnando i valori assoluti della dignità e della libertà”, si legge nella nota.
“La Bellezza, intesa come armonia, cultura e rispetto reciproco, può essere un potente strumento di resistenza alla violenza. Diffondere la Bellezza significa promuovere ambienti in cui prevalgano la gentilezza, la comprensione e la capacità di ascoltare l’altro. Come scriveva Dostoevskij, “la Bellezza salverà il mondo”; un mondo in cui il rispetto e la luce dell’umanità possano sempre prevalere sulle ombre dell’ingiustizia. Dove c’è vero amore, non può esserci sopraffazione; dove c’è cultura del rispetto, non può esserci violenza”, prosegue.
Il minuto di silenzio si svolgerà alle 12 del 2 aprile e sarà un “momento di raccoglimento e di riflessione, un gesto simbolico che possa rafforzare nei nostri studenti la consapevolezza del valore della vita, del rispetto reciproco come forza positiva contro ogni forma di violenza. “Non si può spegnere il sole con le mani” scriveva Ungaretti, e così la memoria di Sara non si spegnerà, ma continuerà a brillare nel ricordo di chi crede in un futuro di giustizia e rispetto”, ha concluso.